Maria Nava, la terza guardia giurata donna della bergamasca

Lunghi capelli neri, fisico da sportiva, divisa impeccabile. Maria Nava ha 53 anni, da 21 anni è dipendente di Sorveglianza Italiana ed è stata la terza donna in tutta la bergamasca a diventare guardia giurata.

Una scelta non facile, un lavoro impegnativo che Maria ha sempre amato, anche se le è costato diversi sacrifici. “Mio padre era una guardia giurata e ricordo che da piccola ero affascinata dai metronotte che vedevo passare in bicicletta e infilare il bigliettino del controllo nelle saracinesche dei negozi – racconta -. Ho sempre voluto indossare una divisa come la loro, inoltre ho un senso della giustizia innato, è nel mio dna e sono contenta di essermi scelta questa professione”.

Maria lavora a Zanica, nella sede della banca BCC, dal novembre 1999. “La banca aveva chiesto espressamente guardie giurate donne, così la scelta di Sorveglianza Italiana è ricaduta su di me, che in quel momento ero dipendente di un altro istituto di vigilanza privata. Mi sono licenziata e sono stata assunta da loro. Mi trovo molto bene qui, anche perché ho un contratto diurno, fortunatamente non ho mai fatto turni di notte. Ho cresciuto una figlia che ora ha 26 anni e sono nonna di un bellissimo bimbo di 6, ma purtroppo non riesco a godermelo molto, dato che lavoro a tempo pieno”.

L’impiego alla banca non è stato l’unico per Nava: “Ho trascorso tre anni in tribunale, ero vicecapo della sicurezza. Per un periodo ho sorvegliato anche l’Inps e alcune ditte importanti, ma poi sono tornata alla BCC. Quando mi capita il turno nel fine settimana lavoro nella sede di Sorveglianza Italiana, alla centrale operativa, dove mi occupo di videoispezioni in ditte e abitazioni private”.

Una volta Maria e la sua collega hanno notato delle persone sospette aggirarsi all’interno della banca: “Era il 2000, abbiamo visto due soggetti con comportamenti un po’ strani, si guardavano intorno in modo sospetto. Così attraverso i monitor ho zoomato sul viso di uno di loro e, grazie ai controlli delle forze dell’ordine, è risultato essere già segnalato. Per più di un mese accanto a noi hanno lavorato i carabinieri in borghese, aspettavamo che i due si ripresentassero per un colpo ma per fortuna non si sono più fatti vivi”.

Ogni giorno, terminato il suo orario, Maria torna a casa, indossa le scarpe da ginnastica, lega i capelli e se ne va a correre per almeno un’ora: “Lo faccio quotidianamente – dice – e con la bella stagione mi piace anche andare in bicicletta”. 

Qualche rimpianto? “No, amo il mio lavoro, ci metto tanto impegno e Sorveglianza Italiana è un’azienda correttissima, sono contenta di essere una loro dipendente. Certo, ho sempre avuto poco tempo per me e per la mia famiglia, ma questa è una caratteristica del lavoro di guardia giurata”.